+++ BRACCIANO, MANCATA TRASPARENZA SULLA COLLEZIONE ARCHEOLOGICA: GUARDATE CHE COS’È VENUTO A GALLA

Ci mancava anche questa per i cittadini di Bracciano. Il consigliere di minoranza Tellaroli ha scoperto che con la Deliberazione di Giunta Comunale N. 228 del 11 ottobre 2018 il Sindaco Tondinelli ha deciso di acquistare una collezione archeologica di “provenienza incerta” (cit.) degli eredi Panunzi per esporla al Museo Civico, per una somma che si aggira intorno a € 80.000, più altre spese per il mantenimento – ma senza darne una quantificazione.

Le eredi Panunzi con nota del 23.04.2019, “hanno negato il proprio consenso alla consegna delle schede descrittive della collezione da acquistarsi e della lista dei reperti con il relativo valore di stima”, Il consigliere Tellaroli le aveva richieste per compiere il controllo degli atti degli organi decisionali dell’Ente locale, per valutare con cognizione la correttezza e l’efficacia dell’operato dell’Amministrazione.

Così facendo le eredi Panunzi hanno impedita la tutela degli interessi pubblici, che il Consigliere Tellaroli voleva compiere. Eppure esse vogliono vendere la collezione al Comune per renderla pubblica ai cittadini nel Museo Civico… che cosa ci sarà mai in quelle schede di stima e valutazione? Il mistero s’infittisce.

Precisazione. In alcuni casi le Amministrazioni comunali hanno motivato il diniego di accesso con l’esigenza di tutelare la riservatezza dei dati. Al contrario, la giurisprudenza ha chiarito che il diritto di accesso del consigliere comunale sovrasta qualunque esigenza di tutela di riservatezza, in quanto il consigliere stesso è tenuto al segreto, come specificato dall’art. 43 del Testo Unico sugli Enti Locali (sullo stesso tema vedi sentenza del Consiglio di Stato n. 2716 del 2004 e sentenza del Consiglio di Stato, Sez. V, sentenza 2 marzo 2018 n. 1298: «Al consigliere è fatto divieto di divulgare tali dati se non ricorrono le condizioni di cui al D. Lgs 196/2003: nell’ipotesi di eventuale violazione di tale obbligo di riservatezza si configura una responsabilità personale dello stesso»).

Bracciano – Il Consigliere Alessandro Persiano ha intervistato il Consigliere Marco Tellaroli

in replica al video pubblicato on line dall’Osservatore d’Italia dove il sindaco Armando Tondinelli accusa di diffondere “menzogne”. Tellaroli e Persiano hanno “smentito” con trasparenza e carte alla mano, facendo notare alla cittadinanza che le baggianate preparate ad arte non sono più credibili.

Bracciano, il Comune è più debole di prima, si rischia ancora il dissesto!

Le Sezioni riunite della Corte dei Conti, assumendo i dati dei rendiconti 2016 e 2017 così come esposti, senza che la Sezione Regionale li abbia esaminati, hanno deciso che il Piano di Riequilibrio del Comune di Bracciano è “congruo”, ovvero le risorse previste in esso vanno bene per ripianare il debito…. 

Il debito ereditato è stato ridotto del 43%, un risultato dipeso in gran parte dalla correzione del disavanzo attraverso lo scorporo del riaccertamento residui, dove proprio la Consulta si è espressa in un giudizio in questi giorni, dichiarando incostituzionale la norma sulla rateizzazione trentennale delle passività emerse dal riaccertamento straordinario degli enti locali generando conseguenze anche a Bracciano.

La norma in questione, inserita nella legge di Stabilità 2016 (Governo Renzi) e poi modificata dalla Legge di Bilancio 2017 (Governo Gentiloni), consentiva agli enti locali di rimodulare o riformulare il piano di riequilibrio pluriennale (che ai tempi aveva ancora una durata massima decennale e non ventennale come oggi), entro il 31 maggio 2017, scorporando la quota di disavanzo risultante dalla revisione straordinaria dei residui e ripianando la stessa in 30 anni.
Dopo la dichiarazione di incostituzionalità da parte della Consulta (LEGGI QUI SENTENZA), bisognerà capire cosa succederà adesso al Palazzo Comunale di Bracciano. Nel bilancio targato Tondinelli, relativa al piano trentennale, che va ad aggiungersi al piano di riequilibrio

Detto questo, le Sezioni riunite della Corte dei Conti, non si sono astenute nel formulare seri rilievi critici sui punti delicati del piano di riequilibrio targato Tondinelli.

Infatti dichiarano, che:

A fine Piano decennale dovrà essere comunque ripianato l’importo totale di 6,59 Milioni di Euro con la speranza che non si manifestino, in particolare, alcuni elementi di criticità.
Secondo la Corte dei Conti, i rischi maggiori sono legati ad un potenziale contenzioso da 1,65 Milioni di Euro di debiti verso la fallita Bracciano Ambiente, disconosciuti dal Comune di Bracciano e, soprattutto, l’incertezza sulla concretizzazione della vendita del patrimonio da alienare.
Secondo la Magistratura Contabile, gli elementi di fragilità del Piano non ne incrinano l’attendibilità, ma ne affidano il monitoraggio alla Sezione regionale perché, “…. ove dovessero verificarsi senza l’adozione di adeguate misure , potrebbero aggravare gli squilibri strutturali del bilancio dell’ente e provocarne il dissesto…”... 
Quindi….? o vendi o salta il banco… 
Parafrasando Elio e le storie tese “dissesto sì, dissesto no…. la terra dei cachi…”

Di seguito potete leggere l’intera SENTENZA SEZIONE RIUNITE 2/2019/EL BRACCIANO

Sentenza sezione riunite 2/2019/EL Bracciano