Urbanistica e territorio

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La sostenibilità dell’insediamento urbanistico si verifica con il mantenimento dell’integrità dell’ambiente naturale, con il corretto funzionamento delle reti tecnologiche e con la qualità delle soluzioni spaziali.

Il territorio è una risorsa limitata, e in quanto tale va sfruttata in modo razionale e oculato, mettendo fine al consumo del territorio senza adeguata pianificazione del futuro. Bracciano smetterà di espandersi con continue colate di cemento casuali, spesso in zone in cui non c’è reale necessità di ulteriore espansione urbana o nelle quali essa è avvenuta senza offrire reale valore aggiunto ai futuri acquirenti (ne è prova la quantità d’invenduto attualmente disponibile sul mercato immobiliare locale), evitando così ulteriore degrado e rischio idrogeologico.

Il principio ispiratore sarà duplice: da un lato, cercare di sfruttare al massimo ciò che già esiste, limitando il consumo di territorio, favorendo e privilegiando la ristrutturazione e il recupero del patrimonio edilizio esistente; dall’altro, inquadrare l’azione nel campo dell’urbanistica nel suo complesso all’interno di un progetto più vasto di riassetto del territorio, che ne valorizzi le peculiarità, tutelandone le caratteristiche ambientali e che punti a uno sviluppo locale sostenibile.

Il Consiglio Comunale di Bracciano dovrà adeguare i propri strumenti urbanistici alle conoscenze moderne, che misurano il consumo di risorse (energia, materiali, acqua) e la riduzione dell’inquinamento (aria, acqua, rifiuti), per tendere alla realizzazione di spazi di vita confortevoli e salubri; per far ciò, il Consiglio s’impegna a istituire una Commissione Tecnica che riorganizzi il settore tecnico urbastico del territorio. Inoltre il Consiglio dovrà adeguare i propri strumenti alle conoscenze moderne che misurano il consumo di risorse e la riduzione dell’inquinamento per tendere alla realizzazione di spazi di vita confortevoli e salubri.

Esistono diversi metodi per misurare l’impatto ambientale nell’edilizia, ma sono ignorati o applicati male poiché piegati al dogma della rendita urbana, spesso poco o nulla compatibile con le ragioni della sostenibilità. L’organizzazione e la pianificazione territoriale determinano sia la qualità di vita, sia la ricchezza locale; pertanto è necessario importare e integrare i processi decisionali consueti con quelli più avanzati.

Il nostro Comune, applicando la sostenibilità, potrebbe usare gli strumenti finanziari della Banca Europea degli Investimenti (BEI) e concorrere all’European Green Capital. Bisogna pensare una società che superi l’uso dell’energia fossile, e quindi progettare il trasporto locale con tecnologie rinnovabili, avere piste ciclabili sicure e una razionale distribuzione dei servizi che privilegi il pedone.

L’approccio multidisciplinare alla pianificazione su vasta scala, inteso con più Comuni, permette di ricomprendere nella visione strategica i contenuti di sostenibilità individuati (consumo del suolo, contabilità ambientale, risorse naturali).

I nuovi progetti di intervento locale, capaci di fornire un miglioramento della sostenibilità dell’ambiente costruito, devono essere visti come percorsi di partecipazione della visione strategica che tiene conto di tutto: ambiente, salute umana, materiali, risorse; quindi devono applicare in concreto le strategie condivise, confrontandosi con l’operatività dell’attuazione esecutiva (fattibilità tecnica, convenienza economica, praticabilità sociale).

Vogliamo una revisione degli strumenti urbanistici per focalizzarli su punti per noi essenziali, quali il no al consumo del suolo, la ristrutturazione e il recupero di edifici ed aree esistenti già a vocazione edificatoria, secondo pratiche di bioedilizia, per avere edifici passivi o a basso consumo energetico. Alla luce del fallimento economico amministrativo locale è necessario cambiare paradigma e usare gli incentivi delle fonti rinnovabili, poiché possono ripristinare un mercato virtuoso dell’urbanistica. Il Movimento Cinque Stelle consiglia di rinunciare alla prevalenza degli oneri di urbanizzazione per privilegiare tecniche virtuose legate agli incentivi delle fonti energetiche alternative.

Oltre ai metodi che misurano gli impatti ambientali, esistono strumenti di partecipazione popolare, che aiutano l’amministrazione a compiere scelte più giuste e adeguate. L’organizzazione e la pianificazione territoriale determinano sia la qualità di vita, sia la ricchezza locale e pertanto è necessario importare e integrare i processi decisionali consueti con quelli più avanzati.

Numerosi comuni stanno sperimentando con successo sia il bilancio partecipato, sia gli strumenti referendari. In gergo si chiamano anche Tecniche di Pianificazione Partecipata (TPP), che consentono di prendere decisioni migliori poiché i cittadini sono coinvolti direttamente nel processo di trasformazione del territorio. I cittadini debbono poter deliberare sulle scelte urbanistiche importanti nel territorio, al fine di evitare cantieri assurdi e infiniti.

Per parte nostra, intendiamo promuovere la partecipazione dei cittadini sia con il bilancio partecipato, sia attraverso gli strumenti referendari, sia attraverso la deliberazione su iniziativa popolare. In gergo si chiamano anche tecniche di “pianificazione partecipata”, che consentono di prendere decisioni migliori poiché i cittadini sono coinvolti direttamente nel processo di trasformazione del territorio. I cittadini devono poter deliberare sulle scelte importanti per il proprio territorio.

Ecco perché eventuali opere pubbliche dovranno essere realizzate nel rispetto delle aree verdi fruibili dai cittadini; la costruzione e ristrutturazione di edifici pubblici esistenti rispettando i criteri di bioedilizia. Per far ciò sarà fondamentale la mappatura degli alloggi sfitti (e non) esistenti, per elaborare un piano urbanistico – edilizio coerente con le esigenze reali della città.

Il centro e le frazioni hanno eguale valore e rilevanza, ma non possedendo le stesse caratteristiche, necessitano di interventi mirati e consapevoli. Riteniamo che nelle frazioni sia necessario, per l’accesso ai servizi e per favorire uno sviluppo socio-culturale diffuso:

  • potenziare i collegamenti di trasporto pubblico, come il ripristino della corsa verso l’ospedale Padre Pio;
  • riaprire le strade comunali (esempio Vicarello-Oriolo);
  • asfaltare e mantenere periodicamente le strade;
  • mantenere e installare nuovi impianti di illuminazione;
  • realizzare una rete Internet veloce che favorisca la possibilità imprenditoriale, il diritto all’informazione e alla fruizione dei servizi telematici per la cittadinanza;
  • potenziare le risorse naturali attraverso la realizzazione di percorsi naturalistici e turistici a piedi, a cavallo e in bici in tutte le frazioni;
  • completare le lottizzazioni, tanto nella parti residenziali e di servizi privati che nelle opere di urbanizzazione primaria (e secondaria se previste), raggiungendo il livello di qualità urbanistica, architettonica. Adottando procedure che tutelino, in egual misura tutti gli interessi degli aventi causa, in merito alla realizzazione dell’urbanizzazione;
  • stabilire che le attività in argomento non dovranno comportare ulteriori oneri economici aggiuntivi per l’Amministrazione Comunale;
  • recuperare il valore economico reale e potenziale del patrimonio edilizio dei singoli proprietari e di quello esistente;
  • sistemare le strade rurali e interpoderali;
  • riqualificare le piazze cittadine, soprattutto nelle periferie come Vigna di Valle e a Castel Giuliano.

Nello specifico, il Lungolago avrebbe bisogno di:

  • riqualificare la viabilità da Bracciano al Lago;
  • riordinare i parcheggi, pedonalizzare il lungolago nei giorni festivi e renderlo fruibile per l’occupazione di suolo pubblico delle attività presenti;
  • potenziare le risorse naturali attraverso la realizzazione di percorsi naturalistici e turistici a piedi, a cavallo e in bici lungo l’intera fascia lacustre nel territorio comunale;
  • creare l’area naturalistica all’interno del bosco San Celso.

Per contro, il centro urbano necessita di altri interventi:

  • migliorare l’efficienza energetica degli edifici per il contenimento della spesa e dell’inquinamento;
  • valorizzare le aree verdi e se possibile individuarne di nuove;
  • rovesciare le priorità urbanistiche: priorità ai servizi ai cittadini e alla qualità della vita;
  • mappare e riqualificare aree e strutture inutilizzate da destinare a progetti di utilità sociale e di riqualificazione;
  • riportare il Mercato al centro storico (previo studio di fattibilità).

Con questi strumenti istituzionalizzati, introdotti nello Statuto, i cittadini potranno individuare delle priorità da inserire nel Piano Pluriennale dei Lavori Pubblici e nel Piano dei Servizi. Per sopperire ai costi esorbitanti degli arredi urbani, dobbiamo coinvolgere gli artigiani locali, e offrire la possibilità di recuperare il materiale di scarto che i cittadini conferiscono alle discariche. Il progetto potrà essere sviluppato insieme.

Basta al consumo del territorio per i nuovi impianti con pannelli fotovoltaici. Per gli impianti a terra in aree agricole, in caso di impossibilità di realizzazione sulle coperture, i progetti dovranno rispettare la destinazione colturale esistente, prevedere cortine con essenze autoctone intorno all’area dell’intervento per mascherare l’impianto e dovranno ottenere il minor consumo di territorio possibile.

Salvaguardia del verde forestale

Il Lago di Bracciano è circondato da una cinta collinare che, pure se collocata a quote modeste (tra i 150 e i 600 m di altitudine), offre l’intera gamma dei tipi vegetativi dei boschi di latifoglie: macchia mediterranea dei pendii esposti a sud, querceti termofili di roverella, cerreti, castagneti ed infine faggete. Proprio i pendii meridionali sono stati nel tempo degradati da incendi e tagli eccessivi. Un imperativo categorico irrinunciabile e non più procrastinabile del nostro territorio, della sua gestione e amministrazione, è quello, a seconda dei casi, della riforestazione e rinaturalizzazione di essenze autoctone o rintroduzione delle specie botaniche recentemente scomparse, previa bonifica dei luoghi dal cemento.

Un imperativo che, come con stupore ognuno di noi può notare, è scomparso dall’agenda della politica locale e nazionale da decenni: scomparso dal mondo dell’informazione, scomparso dalla nostra memoria. Unica vera infrastruttura prioritaria e vitale contro cui nessun cittadino in buona fede, avrà mai nulla da eccepire. Infrastruttura la cui ricostruzione, attraverso un massiccio intervento statale e regionale, costituisce un fattore strategico di sviluppo e di benessere autentico nonché una notevole occasione di impiego e lavoro per giovani e imprese locali.

Quindi, con forza e determinazione, vogliamo riportare nella prima pagina dell’agenda il più grande dei bisogni di questa terra: la salvaguardia dei vasti boschi pubblici e l’incentivazione dei rimboschimenti dei suoli dei privati. Un altro modo per dire basta con la cementificazione selvaggia.

Salvaguardia del verde pubblico

In questi anni, lo sfruttamento del suolo comunale è stato dovuto alla forte cementificazione, che ha limitato e frammentato gli spazi verdi naturali e semi-naturali. La conseguenza di tutto ciò è la perdita di habitat naturali e del verde pubblico.

È intenzione del M5S di Bracciano riconoscere le aree a verde pubblico come patrimonio e ricchezza dell’ambiente urbano, riqualificando il loro stato, specialmente nella zona di Bracciano Nuova.

Proprio in questa zona agiremo, dando vita ad un progetto interamente finanziato con fondi europei, ed ecosostenibile: il Parco Dell’Onestà, creato insieme con i cittadini del quartiere, che porterà benefici a tutti i cittadini, in particolare ai bambini ed i ragazzi. Il nostro progetto è già stato approvato, depositato e protocollato presso il Comune di Bracciano.

È necessario delineare una strategia che aiuti a conservare la natura urbana, attraverso una manutenzione ordinaria del verde indirizzata al rispetto delle specificità delle piante, che vada oltre la potatura sistematica – che sovente va a danneggiare la chioma.

Promuovere la comunicazione sull’importanza del rispetto del ruolo e dei benefici del verde pubblico, coinvolgendo la popolazione locale, le associazioni di volontariato e tutti coloro che vogliono essere attivi sul territorio e tengono a cuore il rispetto per il loro paese.

Sarà compito degli organi di Polizia Locale e, quando possibile, delle Guardie Zoofile Ambientali vigilare sul rispetto e la tutela delle aree verdi pubbliche, intervenendo ove previsto, anche con verbali e applicazione di sanzioni amministrative.

Azioni

Creare un nuovo plesso scolastico a Bracciano Nuova e riqualificare quelli esistenti.

Studiare come:

  • aumentare i parcheggi in tutta la città, in particolar modo in zona Ospedale Vecchio e Ospedale Padre Pio;
  • rivedere la mappa dei parcheggi a pagamento, rendendoli conformi alla normativa, favorendo la disabilità e l’occupazione di suolo pubblico per le attività commerciali;
  • migliorare la viabilità, anche correggendo le rotatorie esistenti e realizzandone di nuove;
  • migliorare l’arredo urbano (panchine, fontanelle, toponomastica, insegne, e così via); riqualificare Piazza Mazzini;
  • ampliare il parcheggio di Via Carlo Cattaneo (eventuale previsione ex-novo sotterraneo all’esistente);
  • siglare l’accordo di Programma con la famiglia Odescalchi per l’uso del  parcheggio della Praterina;
  • incentivare i privati, per la omogeneizzazione degli arredi esterni;
  • coordinare le società erogatrici di servizi per l’adeguamento alle normative degli impianti in facciata.
  • riqualificare i parchi e i giardini comunali: sarà realizzato il Parco dell’Onestà a Bracciano Nuova e sarà attivato il Centro Civico.

Compiere i seguenti interventi urbanistici:

  • rivisitare l’attuale strumento urbanistico vigente (Piano Regolatore):
    • con particolare attenzione ai comparti delle zone C e relative sottozone,
    • con rivisitazione delle zone B e relative sottozone,
    • con rivisitazione delle zone F e relative sottozone;
    • il tutto con particolare attenzione alle delimitazioni attualmente delineate e con rielaborazione e verifica degli standard;
  • approvare il Piano di Utilizzazione dell’Arenile;
  • mappare l’intero sistema fognario e idrico;
  • riqualificare il territorio sotto l’aspetto idrogeologico PSAI;
  • individuare aree faunistiche con la realizzazione di opportuni e adeguati osservatori sia faunistici che panoramici;
  • individuare e realizzare aree verdi attrezzate per il ristoro e il pic-nic.

Studiare la fattibilità dei seguenti punti:

  • rimodulare i diritti di segreteria a seconda del carico di lavoro;
  • riallineare e armonizzare il Regolamento Edilizio in conformità con il nostro territorio e con le normative vigenti, soprattutto quelle in materia di risparmio energetico (solare termico, fotovoltaico, geotermico ed eolico) e di acustica;
  • realizzare la Funivia Urbana che colleghi il lungolago con Bracciano;
  • creare il prontuario delle casistiche urbanistiche;
  • ridimensionare gli oneri urbanistici;
  • riaprire le strade comunali, rendendole strade attrezzate;
  • realizzare il Geographic Information System (GIS) per la pianificazione urbanistica (Piano Regolatore Generale, Piani Territoriali Paesistici comunali e regionali), per la gestione delle risorse ambientali, per la previsione dei trasporti e pianificazione in situazioni di emergenza e cosi via; il tutto  a partire dal Sistema Informativo Territoriale (SIT) *.

* Geographic Information System: sistema informativo progettato per ricevere, immagazzinare, elaborare, analizzare, gestire e rappresentare dati di tipo geografico. In termini semplici, col GIS si possono unire cartografie, eseguire analisi statistiche e gestire i dati attraverso tecnologie database. Esso necessita di un Sistema Informativo Territoriale, un complesso di uomini, strumenti e procedure che permettono l’acquisizione e la distribuzione dei dati nell’ambito dell’organizzazione e che li rendono disponibili alla bisogna. Vedi in fondo alla pagina.

 

  • riconvertire gli stabili ancora in buono stato o con valore storico e ­artistico; demolizione e ricostruzione di quelli ormai fatiscenti, con reimpiego dello spazio per nuove edificazioni, senza occupare nuovi appezzamenti;
  • riqualificare gli edifici abbandonati per scopi di pubblica utilità e sedi condivise per associazioni. Riqualificare gli edifici di competenza comunale non utilizzati in strutture di utilità pubblica, nel perseguimento dell’interesse collettivo e della valorizzazione dell’associazionismo come miglioramento della qualità della vita. Promozione di interventi su aree ed edifici privati abbandonati per iniziative di utilità comune, come per esempio campi sportivi, aree ricreative per persone e animali, centri sociali, giovanili, per la terza età e di diffusione culturale;
  • applicare trasparenza e meritocrazia nell’affidamento dei lavori pubblici. Introdurre criteri di valutazione del merito e della qualità delle opere eseguite nelle gare di appalto e negli affidamenti diretti, privilegiando le aziende virtuose e locali. Pubblicazione online degli affidamenti con l’indicazione della valutazione qualitativa dei lavori eseguiti. Definire precisamente le responsabilità e le penali nei capitolati di appalto, con pagamento in funzione del collaudo dell’opera.

Reperimento delle risorse

Il poco felice momento economico in cui ci troviamo a vivere, non solo nella nostra comunità, impedisce di poter redigere un programma ambizioso; tuttavia ci spinge ad usare varie possibilità di finanziamento disponibili solo attraverso una specifica conoscenza da parte di chi decide di occuparsi della “cosa pubblica”. Al momento il nostro piano di reperimento delle risorse (“Project Financing”) si basa su tre capisaldi:

    • partecipazione di privati per la realizzazione di opere pubbliche;
    • accordi di programma:

 

  • Programma Operativo Fondi Europei Regione Lazio.

 

È un documento di programmazione che individua le priorità che la Regione Lazio intende perseguire nel periodo 2013-2018. Grazie al POR FESR il Lazio dispone di ingenti risorse comunitarie, nazionali e regionali che usa per favorire la crescita del territorio.

 

  • Società di Trasformazione Urbana (STU).

 

È un particolare tipo di società per azioni, promossa da un Comune per attuare il piano regolatore o altro tipo di pianificazione territoriale in un’area specifica, in collaborazione con almeno un socio privato, da scegliere con procedura di evidenza pubblica (l’operazione può essere quindi un finanziamento di progetto). Gli scopi della STU sono l’acquisizione dell’area, la progettazione e realizzazione degli interventi e infine la vendita delle opere realizzate. Questa forma societaria permette di estendere anche alla quota di opere provate sull’area le disposizioni speciali applicate alle opere di pubblica utilità. Le STU sono state introdotte dall’art.17, comma 59, della Legge 15 maggio 1997, n. 127, ora art. 120 del T.U. delle Leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali.(D.Lgs. 267/2000).

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