La scuola è il futuro

L’educazione civica è il pilastro portante per la piena realizzazione del programma. Il cittadino informato, che partecipa attivamente alla vita politica della sua comunità, sia essa città, regione o stato, è l’anticorpo che protegge la società da derive degenerative quali quelle che attualmente stiamo vedendo, in Italia e nel mondo.

La competenza sui processi democratici, sul funzionamento dello Stato e, non ultimi, sui propri diritti e doveri, deve essere il primo obiettivo che uno Stato si deve porre nella gestione della Cosa pubblica. Primo in ordine temporale, cioè un’acquisizione che inizia dalla primissima infanzia; primo in ordine di importanza perché ritenuto garanzia di tenuta democratica della società. I bambini sono il punto di partenza per ricostruire le competenze civiche che sono state sottratte al cittadino medio. Agendo sulla loro educazione non si pone solo la base di una migliore società futura, ma si agisce indirettamente sui genitori stessi.

È sicuramente chiaro a tutti coloro che hanno figli, come questi ultimi mal sopportino l’ignoranza dei propri genitori su questioni che toccano il loro futuro e come il rapporto con loro stimoli spesso i genitori ad interessarsi ad argomenti “tralasciati”. La scuola è il naturale veicolo per l’apprendimento, ma il Comune stesso deve essere la palestra dove esercitare quanto si apprende. I docenti e gli alunni devono avere nel Comune un interlocutore, non solo per vedere risolte le proprie problematiche, ma soprattutto per avere la possibilità di partecipare alla vita pubblica come primi attori.

Contemporaneamente chi gestisce la macchina comunale, si trova a rispondere del suo operato oltre che agli elettori veri e propri, anche agli elettori in erba. Le reti sociali sono la prova del nove della buona amministrazione di una città. Il loro numero è indice del grado di partecipazione della cittadinanza. Il loro atteggiamento propositivo misura la maturità politica dei cittadini ed il loro coinvolgimento nella gestione del Comune, oltre alla capacità di ascolto e autocritica degli amministratori del Comune. Se le reti sociali ottengono risultati, motivano alla partecipazione i cittadini che cominceranno a trovare utile il trovarsi a discutere dei beni comuni, dal momento che sanno di essere ascoltati da chi può dare seguito alle loro istanze. Le reti sociali devono essere conosciute e riconosciute dal Comune che deve agevolare l’incontro tra i cittadini, mettendo loro a disposizione strutture attrezzate, e riconoscerle come interlocutori eticamente cogenti nelle decisioni da prendere.

 

Asili nido e servizi per l’infanzia

La scuola e l’istruzione sono temi tanto delicati quanto cruciali per chi vuole governare questo Paese.

Le competenze del Comune relativamente al comparto scuola riguardano l’offerta didattica per la fascia da zero a sei anni (compresa la gestione di servizi come quello di pulizia nelle strutture, delle aree verdi esterne, del trasporto scolastico) e la relativa edilizia scolastica.

I servizi per l’infanzia sono strumenti oggi più che mai indispensabili per conciliare le esigenze familiari e occupazionali dei genitori lavoratori. L’amministrazione deve pertanto incrementare gli investimenti nelle politiche sociali.

La privatizzazione degli asili nido avviata dalla precedente amministrazione ha significato voler fare cassa nel peggiore dei modi, ovvero sulle spalle delle giovani coppie, calpestando i diritti anche di maestre e insegnanti. Privatizzare i nido comunali di Bracciano significa considerare il diritto all’istruzione come una mera spesa di bilancio, mentre per noi è un investimento. Proprio gli asili nido sono una delle problematiche più sentite dai genitori braccianesi.

Il Movimento 5 Stelle intende mettere subito in chiaro alcuni principi fondamentali che ispireranno poi concretamente le sue azioni politiche. A partire dal sostegno alle famiglie; alla lotta alla privatizzazione dei nidi, alla sicurezza nelle strutture scolastiche e alle politiche d’integrazione. Nulla è più importante per una famiglia che il bene del proprio figlio.

Alcune delle nostre indicazioni principali sono:

  • sostenere al massimo la rete pubblica dei nidi e delle scuole dell’infanzia, potenziandole attraverso nuovi investimenti (nuove strutture, ristrutturazioni, formazione);
  • creare un sistema pubblico integrato con il coinvolgimento diretto di associazioni, di cooperative già operanti sul territorio e del mondo imprenditoriale, in particolare attraverso:
    • una strategia educativa condivisa secondo linee guida fissate per tutti dall’amministrazione comunale (stessa carta dei servizi e momenti di coordinamento comune);momenti di coordinamento comune);
    • una contrattazione unica pubblico-privato con retribuzione analoga e piano di formazione condiviso;
    • la stipulazione di convenzioni con il tessuto imprenditoriale per l’organizzazione di nidi aziendali e interaziendali aperti anche al territorio;
    • la regolazione di forme alternative di accoglienza quali ludoteche e spazi bimbi, tagesmutter (madri di giorno, donne che accudiscono presso il proprio domicilio contemporaneamente più bambini), eccetera.
    • Compiere anche nella scuola la raccolta differenziata porta a porta. Imporre l’acquisto “verde” alle amministrazioni comunali e alle scuole (cioè acquisto di prodotti riciclabili o provenienti da materiale riciclato). Proporre incentivazioni comunali per chi utilizza una compostiera domestica.

Due sono i problemi più urgenti: la carenza di personale e le liste d’attesa, che nei nidi comunali sono al 25%. Altra questione è quella della sicurezza delle strutture scolastiche: tante sono ancora prive di certificazioni antincendio o antisismiche, o che presentano contaminazioni da amianto. Altro problema è l’integrazione e l’accoglienza. Principi, accanto alla valorizzazione delle diversità, all’educazione civica e al rispetto ambientale. che devono valere ed essere applicati in tutte le scuole pubbliche.

Marco scuola Orizzontale

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