Gestione dei rifiuti:

«Basta con la Discarica all’aperto di Cupinoro, NO agli Inceneritori detti anche “Termovalorizzatori” e NO al Biogas»

Nuovo approccio alla gestione dei rifiuti , intesi come materia e non più come scarto, realizzazione di nuove isole ecologiche; Legge popolare Rifiuti Zer0

  • Riposizionamento dei cassonetti per materiali differenziati e di Eco-compattatori (detti anche “macchine mangiarifiuti”), che rilasciano buoni acquisto;
  • Controllo e monitoraggio del territorio per la prevenzione degli sversamenti abusivi di rifiuti ;
  • Realizzazione di un piccolo consorzio ATO, che gestisca un progetto (interamente finanziabile con fondi europei) di trattamento dei rifiuti a freddo basato su riciclaggio e riuso, che preservi l’ambiente e la salute dei cittadini, garantendo anche significativi ritorni economici ed occupazionali per il paese;
  • Promozione e sviluppo della consapevolezza ambientale, attraverso campagne di comunicazione e sensibilizzazione dei cittadini, e attività di formazione nelle scuole;
  • Tariffazione: inserire sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze in base a quanto riciclato, premiando il comportamento virtuoso dei cittadini ed incoraggiandoli ad effettuare acquisti più consci;
  • Raggiungere l’azzeramento dei rifiuti entro il 2026. Rifiuti Zero diviene “opportunità” per un ampio cammino di sostenibilità.
Prima di pensare a criticare (in maniera abbastanza semplicistica e superficiale) i progetti degli avversari politici, l’Arch. Gianfranco Rinaldi farebbe forse meglio a riflettere sul “suo” candidato sindaco, visto che, fu ELETTO CONSIGLIERE COMUNALE DEL COMUNE DI BRACCIANO NEL 2002, E’ STATO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DAL GIUGNO 2002 ALL’APRILE 2003, E DA APRILE 2003 A GENNAIO 2007, ASSESSORE LL.PP.
Infatti, nella VI Commissione Consiliare Permanente (ambiente, lavori pubblici, mobilità, politiche della casa e urbanistica della Regione Lazio), avvenuta il 19 aprile 2016, affinché fossero ascoltate in audizione dall’Assessore Regionale Ambiente e Rifiuti Mauro Buschini (PD), sono state sostenute dal Consigliere Luca Malcotti ( PDL) affiancato successivamente dal Consigliere Giuseppe Simeone (PDL dell’ area Polverini) con la presenza di Armando Tondinelli…che si faceva fotografare con Luca Malcotti: https://www.facebook.com/lmalcotti/posts/10154087367273431 ……
( Il passato e il presente, che si incontrano, o solo perché saremo condannati a riviverlo?) Dove l’Autorizzazione Integrata Ambientale fu rilasciata con Decreto Commissariale n. 46 del 25 maggio 2007.
A tal proposito, ricordiamo anche la risposta che il Comandante provinciale della Guardia di finanza di Viterbo diede, al PRESIDENTE della Commissione parlamentare di inchiesta n. 61, di Mercoledì 30 settembre 2015. Alla Domanda: “La prima vertenza inizia nel 2007: nel 2015 gli amministratori sono sempre gli stessi ? Il sindaco è sempre lo stesso per quello che vi risulta ?

GIOSUÈ COLELLA (Comandante provinciale della Guardia di finanza di Viterbo) rispose: “Non so risponderle su chi sono le persone, se cioè siano le stesse o altre. Penso che siano cambiate perché il periodo è abbastanza lungo: http://www.osservatorelaziale.it/index.asp?art=17544&arg=2&red=1 “

Messa in chiaro un po’ di storia, lasciamo da parte il passato, ed entriamo nel merito delle osservazioni fatte dall’Arch. Rinaldi.

Analizzando il problema dal punto di vista tecnico, ci rendiamo conto che lo stesso non solo è stato travisato, ma è stato oggetto di improvvisazioni dettate dall’arroganza, dalla superficialità e dalla incompetenza in materia.

Il nostro progetto, non è stato opera di fantasia o di improvvisazione, ma è stato pianificato dai migliori ingegneri dell’Enea, ed è stato poi  vagliato ed approvato dalla commissione Europea…. Tutti fanfaroni?

 

Il primo punto da chiarire è semplice: il centro riciclo non possiede camino perché non brucia nulla, ecco perché parliamo di trattamento “a freddo”.

Meglio ripetere il concetto: non brucia nulla.

Ciò che esce dalle sue lavorazioni a freddo, è materia riciclabile che, reimmessa nel ciclo produttivo, genera un cerchio che continuamente si chiude, e che può non avere fine.

La materia, una volta utilizzata, torna a essere materia da utilizzare un’altra volta.

Inoltre il vantaggio è una reale riduzione sull’imposta che, sulla parte variabile, ha già visto una riduzione del 20% nelle regioni italiane in cui si adotta il sistema di riciclo.
Come è possibile realizzare tutto questo?

Un impianto di trattamento degli scarti residui (TMB – Trattamento Meccanico Biologico) è in grado di recuperare circa il 70% dei materiali in ingresso.

In altre parole, con sistemi di intercettazione tecnologici ampiamente disponibili sul mercato si possono recuperare i metalli, la carta, il vetro e le plastiche, permettendo di effettuare un trattamento aerobico della frazione organica.

Trattare i rifiuti senza combustione, mediante un processo “a freddo”, nel quale non interviene in nessuna sua fase il processo di combustione e che, come indicato chiaramente dal suo stesso nome, si basa essenzialmente su processi meccanici e biologici per trasformare il materiale da trattare nel prodotto finale, è il principio cardine del nostro progetto.

I processi meccanici consistono principalmente in una sequenza di operazioni gestite da sistemi di controllo automatici che, mediante adeguati impianti, e qualora non si sia preventivamente provveduto mediante differenziazione alla fonte dei rifiuti, provvedono alla suddivisione dei materiali  per classi, in modo da separare la frazione organica da quella non organica (vetro, metalli, ecc.), e destinano ciascuna classe di materiali ai trattamenti successivi.

A valle di una raccolta differenziata efficiente (ovvero, come minimo l’80% dei rifiuti portati a riciclo e riuso) questo progetto alternativo prevede una macchina chiamata estrusore ed un processo certificato dall’Università di Padova.

Il processo prevede l’ulteriore trattamento della frazione residua “secca” (ovvero, dalla quale la parte umida è stata già separata grazie alla raccolta dell’organico) per recuperare materiali riciclabili erroneamente introdotti.

La parte residua che rimane dopo questa selezione viene introdotta nell’impianto di estrusione nel quale, attraverso un processo di triturazione e uno sfregamento meccanico dei materiali, senza alcuna combustione e con temperatura di circa 150 gradi, produce in uscita un granulato a base plastica stabile, nella forma di un salsicciotto sanificato che viene poi raffreddato e macinato in due misure.

  • La più grossolana, è utilizzata nello stampaggio di plastiche, nella produzione di mattonelle, barriere stradali, dossi riduci velocità.
  • La più fine, viene venduta al comparto edilizio, che la utilizza per produrre materiali che, grazie all’apporto di questa sabbia sintetica al posto della sabbia naturale, risultano, più resistenti, elastici e leggeri rispetto ai materiali tradizionali.

 

Quindi: BASTA INCENERITORI, BASTA DISCARICHE, questa è la strada da seguire, quello che potrebbe avvenire dovunque sol che lo si voglia!

Tutto questo verrà realizzato all’interno di strutture non permanenti, in capannoni smontabili, che permettono il posizionamento dell’attività in un’area che, seppur ancora da stabilire, sarà di certo lontana da abitazioni e terreni privi da vincoli ambientali, faunistici etc….

Marco Rifiuti Orizzontale

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