Bracciano, debiti fuori bilancio per oltre 1 milione di euro

Catastrofica relazione dei revisori dei conti sul bilancio del Comune di Bracciano. Elezioni anticipate a maggio per gli abitanti della città lacustre

BRACCIANO – Debacle annunciata? O meglio ritardata? Rassegnazione o strategia? Di fatto chiusura forse non troppo anticipata di un ciclo amministrativo più che politico, sotto i colpi della magistratura, come storia italiota ci sta re-insegnando.
Il 30 novembre arrivano, h. 13,30, le dimissioni del consiglio comunale di Bracciano dopo la raffica di perquisizioni a 17 indagati dalla Procura. Nella serata del primo dicembre la conferenza stampa ufficializza quello che era stato solo un annuncio social. Intorno al tavolo i dimissionari della maggioranza che lasciano ora il Comune al commissariamento prima delle elezioni, tra sei mesi.
Restano sospeso tra gli altri, i destini della Bracciano Ambiente, del consorzio Coifal per la gestione della farmacia comunale, dell’acqua pubblica, ma al contempo della politica braccianese. Vicende di cui, in attesa delle prossime elezioni amministrative di maggio 2016 (con un anno in anticipo), se ne occuperà il commissario prefettizio nominato dal prefetto Gabrielli, la dottoressa Alessandra de Notaristefani di Vastogirardi nella giornata di martedì, una persona che si  troverà a sistemare debiti fuori bilancio per il solo 2015 per 1,4 milioni di euro, circa 80 euro a cittadino. Dati che emergono da una relazione catastrofica presentata dai revisori dei conti che sottolinea un quadro a dir poco disastroso con la Bracciano Ambiente. I debiti che il Comune ha con la sua società infatti  ammontano a 1,85 milioni di euro. La società del Comune nel 2014 aveva un trend di perdita di 106.000 euro al mese. Sempre sul fronte Bracciano Ambiente e Cupinoro, la società del Comune aveva nel dicembre scorso comunicato di disfarsi della gestione della discarica e lo smaltimento del percolato da quel momento è ricaduto sul bilancio comunale senza la presenza di una specifica voce. Inoltre per prudenza, la Bracciano Ambiente non ha iscritto in attività l’eventuale sconto dell’ecotassa di circa 11,7 milioni di euro, somma che, stando così le cose, il Comune dovrebbe pagare. Un quadro economico a dir poco apocalittico che però va detto è da imputare anche alla gestione decennale del Comune, incentrata sul distorto utilizzo della società Bracciano Ambiente.

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